Nei giorni scorsi ho letto con attenzione del doppio appuntamento del Commissario Castelli sull’Alto Nera maceratese, a Castelsantangelo sul Nera al mattino, a Visso nel pomeriggio. Sono due dei comuni che conosco meglio tra quelli del cratere marchigiano, e due di quelli che più di tutti portano ancora i segni del sisma devastante di fine ottobre 2016.

Leggere i resoconti di questi incontri pubblici mi dà sempre una sensazione duplice: da un lato la soddisfazione di vedere la struttura commissariale che scende sul territorio, che parla con le persone, che risponde direttamente ai cittadini. Dall’altro la consapevolezza di quanto peso specifico abbiano ancora certi numeri, come i 75.489.300 chilogrammi di macerie prodotte da Castelsantangelo sul Nera, il comune che ne ha generate più di qualsiasi altro nel cratere. Un dato che racconta da solo la dimensione della devastazione.

Castelsantangelo: il nodo del rischio idrogeologico si sblocca

Al centro dell’assemblea di Castelsantangelo il completamento delle demolizioni e della rimozione macerie, le opere di urbanizzazione e soprattutto gli interventi di salvaguardia geologico-idraulica previsti dall’Ordinanza Speciale 23/2021.

È un aspetto tecnico che conosco bene: in molti comuni del cratere marchigiano, la ricostruzione degli edifici era bloccata non per mancanza di progetti o di fondi, ma per la presenza di aree a rischio idrogeologico classificate R3 e R4. Non ha senso ricostruire una casa se il versante sovrastante non è in sicurezza. Prima viene la messa in sicurezza del territorio, poi vengono i cantieri edilizi.

Con decreto del 18 maggio, l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha disposto l’indizione della gara per opere strategiche di riduzione del rischio idrogeologico nei territori di Castelsantangelo sul Nera, Ussita e Visso: valore complessivo 13,9 milioni di euro, comprendenti opere di sistemazione idraulica dei corsi d’acqua, adeguamento degli attraversamenti, consolidamento delle aree instabili, mitigazione delle colate detritiche, infrastrutture viarie e sistemi di protezione. Stazione appaltante il Consorzio di Bonifica delle Marche, centrale di committenza l’USR Marche.

Il sindaco Riccioni ha dichiarato: “Da questo momento è una seconda ripartenza, non abbiamo più scuse. I nostri tecnici incaricati dovranno presentare i progetti con celerità”. Parole che condivido pienamente. Quando il vincolo idrogeologico viene rimosso o mitigato, il tempo che i professionisti tecnici impiegano a produrre i progetti fa tutta la differenza.

Visso: i grandi aggregati del centro storico si avviano ai cantieri

A Visso i temi affrontati sono stati molteplici: il nodo R4 e il rischio idraulico, le recenti ordinanze sulla ricostruzione privata, e soprattutto le notizie sui grandi aggregati del centro storico. Nel mese successivo all’incontro sono in partenza i lavori del primo grande aggregato nel centro storico.

Per Palazzo Priori è in corso la procedura di affidamento dei lavori di miglioramento sismico. Per Palazzo Varano e Palazzo San Giacomo è in corso la progettazione esecutiva. Per Palazzo Governatori si è in attesa della consulenza di esperti in teatri, necessaria per la verifica degli spazi interni e per poter indire la conferenza speciale dei servizi.

Visso è uno di quei centri storici che chi lavora nella ricostruzione conosce come simbolo, la “Perla dei Sibillini”, rimasta silenziosa per troppi anni. Vedere avanzare i progetti esecutivi su questi aggregati è una notizia concreta. Significa che i cantieri si apriranno. Significa che le piazze riprenderanno vita.

Il Commissario Castelli ha sintetizzato il senso di questi incontri: “Vogliamo stare vicino alle persone, soprattutto a quelle che hanno sofferto di più. In territori come questi servono presenza, ascolto e risposte concrete”.

Una riflessione sul metodo

Quello che mi colpisce di questi incontri pubblici, e ne ho letti diversi nel tempo, in Umbria come nelle Marche, è la funzione che svolgono oltre la comunicazione istituzionale. Sono momenti in cui le comunità possono porre domande dirette, in cui i tecnici dell’USR spiegano lo stato delle pratiche, in cui si chiariscono malintesi e si accelerano decisioni che altrimenti resterebbero sospese in attesa di una email o di un appuntamento in ufficio.

Quasi dieci anni dopo il 24 agosto 2016, questi territori meritano cantieri aperti, case agibili, piazze frequentate. Il lavoro da fare è ancora tanto. Ma la direzione, finalmente, è quella giusta.

Ricostruiamo il futuro, pietra su pietra. 🧱


Lavori nella ricostruzione del maceratese o nel cratere marchigiano?

Se sei un committente, un’impresa o un tecnico che opera nella ricostruzione post-sisma 2016 nelle Marche, tra Visso, Castelsantangelo, Ussita o nei comuni limitrofi, posso essere un riferimento concreto su più fronti.

Come ingegnere iscritta all’Elenco Speciale dei Professionisti del Sisma 2016, posso affiancarti nella progettazione strutturale su edifici in muratura, nella redazione di relazioni di calcolo conformi alle NTC 2018 e alle ordinanze commissariali, nella verifica di aggregati storici e nella direzione lavori, oltre che alla progettazione energetica.

Come referente di edilizia-ai.it, posso supportarti nell’ottimizzazione dei processi tecnici e documentali.

Nei comuni dell’Alto Nera i cantieri si stanno finalmente aprendo. Arrivare pronti, con processi efficienti e documentazione in ordine, fa la differenza tra un cantiere che avanza e uno che si inceppa.

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