Nei giorni scorsi ho letto una notizia che  l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per il miglioramento sismico di Palazzo Varano, edificio storico nel cuore di Visso, in provincia di Macerata. Un palazzo del XVI secolo, tutelato dal Codice dei beni culturali, dichiarato inagibile dopo i terremoti del 2016-2017. Tre milioni di euro stanziati, un iter tecnico e amministrativo lungo e articolato finalmente concluso.

Come ingegnere strutturista, so bene cosa significa arrivare all’approvazione del progetto di fattibilità su un edificio storico gravemente danneggiato: è il punto di svolta, il momento in cui il lavoro sommerso di analisi, verifiche e confronti tecnici prende finalmente forma ufficiale.

Il progetto punta al miglioramento sismico dell’intero edificio con l’obiettivo di incrementare in modo significativo il livello di sicurezza strutturale, nel pieno rispetto delle caratteristiche storiche, architettoniche e materiche del palazzo. Gli interventi consentiranno il recupero dell’agibilità e la rifunzionalizzazione degli spazi, mantenendo inalterata la fisionomia dell’edificio.

Questa è esattamente la sfida più bella e più difficile che il cratere ci pone ogni giorno: restituire sicurezza senza cancellare la memoria. Non è mai solo ingegneria. È responsabilità verso una comunità che aspetta da quasi dieci anni di tornare a casa.

Redazione Edilizia-ai