Nei giorni scorsi ho letto con attenzione l’intesa raggiunta dalla Cabina di coordinamento sisma il 1° giugno 2026. È un provvedimento tecnico, ma con implicazioni concrete e immediate per chiunque abbia un cantiere aperto o una pratica in corso nel cratere sismico 2016.
Lo dico subito: non è un cambiamento di sistema. È un intervento di coordinamento e chiarimento normativo su disposizioni introdotte appena il 4 maggio scorso con le Ordinanze n. 272 e n. 273. Ma in un contesto come quello della ricostruzione privata, dove ogni ambiguità interpretativa si trasforma in un intoppo reale per i committenti, i professionisti e le imprese, un chiarimento tempestivo vale quanto una riforma.
Proroga al 30 settembre 2026 per scegliere il regime più favorevole
L’Ordinanza stabilisce la proroga al 30 settembre 2026 del termine entro il quale i beneficiari potranno richiedere di avvalersi delle disposizioni di maggior favore introdotte dall’Ordinanza n. 272, in particolare in materia di termini di ultimazione dei lavori e relative conseguenze. L’obiettivo è consentire ai soggetti interessati di disporre del tempo necessario per adeguare i contratti privati già stipulati alla nuova disciplina.
In pratica: chi ha già firmato un contratto d’appalto prima del 4 maggio e si trova a dover riadattare i termini alla nuova normativa, ha tempo fino al 30 settembre per farlo senza incorrere in conseguenze. Un margine operativo importante, considerando che la revisione dei contratti in corso d’opera richiede tempo, confronto con le imprese e spesso una consulenza tecnica dedicata.
Proroga automatica al 31 dicembre 2026 per i cantieri con decreto già emesso
Per gli interventi per i quali sia già stato emesso il decreto di concessione del contributo e i cui termini di esecuzione non siano ancora scaduti, il termine di ultimazione dei lavori è prorogato al 31 dicembre 2026, ove inferiore.
Questa è una delle misure più attese. Molti cantieri avevano scadenze interne che si stavano avvicinando senza che i lavori potessero concretamente concludersi per ragioni legate ai ritardi nei subappalti, alle forniture o alle varianti in corso d’opera. La proroga automatica a fine anno elimina una fonte di ansia concreta per molte famiglie e molte imprese.
Viene inoltre chiarito il regime applicabile a chi non intenda esercitare la facoltà di aderire alle nuove disposizioni, garantendo certezza giuridica e continuità amministrativa.
Il SAL 0 diventa “primo SAL utile”
Tra le modifiche più operative c’è quella sul SAL 0. L’Ordinanza interviene sul coordinamento con la disciplina del cosiddetto SAL 0, sostituendo il riferimento all’anticipazione dell’80% con quello al “primo SAL utile”.
Una modifica apparentemente tecnica, ma che nella pratica cambia le modalità di erogazione delle prime quote di contributo. Il “primo SAL utile” è un concetto più flessibile del SAL 0, e consente di allineare meglio l’erogazione dei fondi all’avanzamento reale del cantiere, riducendo il rischio di anticipazioni non coperte da lavori effettivamente eseguiti.
L’Ordinanza 273 sul contributo integrativo post-Superbonus
Viene riallineata l’Ordinanza n. 273, relativa all’incremento di contributo a copertura delle spese rimaste a carico dei beneficiari in conseguenza del mancato completamento degli interventi interessati dal Superbonus, prevedendo che, in caso di mancato rispetto dei termini di esecuzione, si applichi la disciplina dell’articolo 59-bis del Testo Unico per gli interventi regolati dall’Ordinanza n. 272.
Questo riallineamento riguarda direttamente le situazioni di cantiere bloccato per via del crollo del meccanismo di cessione del credito. Il contributo integrativo dell’Ordinanza 273 copre le spese rimaste a carico dei committenti, ma ora le conseguenze in caso di ritardo nei lavori seguono una disciplina uniforme, quella dell’art. 59-bis del TURP. Meno ambiguità, più prevedibilità.
Abrogazione dell’art. 128 del TURP
L’Ordinanza dispone l’abrogazione dell’articolo 128 del Testo Unico della Ricostruzione Privata, in coerenza con le modifiche già apportate agli articoli 55 e 67 del TURP in relazione ai termini per l’indicazione dell’impresa affidataria dei lavori.
Un intervento di pulizia normativa che elimina una disposizione diventata ridondante dopo le modifiche apportate agli articoli precedenti. Non cambia la sostanza delle procedure di affidamento, ma semplifica la lettura del testo unico.
La voce del Commissario
Il Commissario Castelli ha dichiarato: “Con questa Ordinanza introduciamo ulteriori elementi di chiarezza e coordinamento in una fase decisiva della ricostruzione privata. L’obiettivo è evitare incertezze applicative, accompagnare cittadini, professionisti e imprese nell’adeguamento alle nuove regole e imprimere una definitiva accelerazione alle attività di cantiere. La ricostruzione ha bisogno di norme semplici, tempi certi e responsabilità condivise.”
Condivido ogni parola. Ho vissuto in prima persona quanto le ambiguità normative abbiano rallentato cantieri già avviati, generato contenziosi tra committenti e imprese, e alimentato la sfiducia delle famiglie nel sistema della ricostruzione. Questo intervento di coordinamento va nella direzione giusta: chiarire, semplificare, dare certezze operative.
Quasi dieci anni dopo il 24 agosto 2016, ogni passo verso la semplificazione è un passo verso le case e i borghi che aspettano di tornare a vivere.
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Le modifiche alle Ordinanze 272 e 273 e al Testo Unico della Ricostruzione Privata hanno implicazioni concrete sui contratti già stipulati, sui termini di esecuzione e sulle modalità di erogazione del contributo.
Come ingegnere strutturista iscritta all’Elenco Speciale dei Professionisti del Sisma 2016, opero su tutto il cratere, tra Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Posso supportarti nella gestione delle pratiche.
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