Nei giorni scorsi ho notato il lancio di un prodotto che merita attenzione, soprattutto per chi, come me, lavora su interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica di edifici esistenti, spesso con spazi tecnici ridotti e impianti datati da sostituire.

Vaillant ha presentato l’Arotherm Pro, una pompa di calore aria-acqua monoblocco a propano (R290), disponibile in tre taglie da 5, 7 e 11 kW. Disponibile dal 1° giugno 2026 per i modelli da 5 e 7 kW, con il modello da 11 kW già in preordine.

Perché il propano cambia le cose

Il refrigerante R290 è propano naturale (GWP praticamente nullo), nessun problema con il nuovo regolamento europeo F-Gas che sta progressivamente eliminando i refrigeranti sintetici ad alto impatto climatico. Una scelta che non è solo green-washing: il propano garantisce prestazioni termodinamiche elevate anche a basse temperature esterne, ed è questa la vera notizia tecnica.

I numeri che contano

A 7°C di temperatura esterna e 35°C di mandata, il modello da 5 kW raggiunge un COP di 4,93, quasi 5 kW termici per ogni kW elettrico consumato. Anche a -7°C di temperatura esterna, con mandata a 35°C, i tre modelli erogano rispettivamente 4,84 kW, 6,37 kW e 11,12 kW con COP tra 2,55 e 2,91. Prestazioni solide, non eccezionali a bassa temperatura, ma coerenti con un sistema progettato per il clima temperato europeo, e in particolare per quello italiano e appenninico, dove le punte negative invernali sono raramente estreme.

Il dato più rilevante per chi lavora su ristrutturazioni è la temperatura di mandata: fino a 70°C. Questo significa che l’Arotherm Pro può alimentare radiatori tradizionali ad alta temperatura, eliminando uno degli ostacoli più frequenti nella sostituzione delle caldaie a gas negli edifici esistenti, dove spesso non è possibile o economicamente sostenibile sostituire anche i terminali dell’impianto.

Dimensioni e ingombro il vero punto di forza

Il modello da 5 kW misura 750 × 454 × 1.104 mm per 84 kg. Il modello da 11 kW arriva a 1.103 × 454 × 1.169 mm per 133 kg. Dimensioni contenute per un’unità esterna monoblocco e la configurazione monoblocco è un altro vantaggio concreto: non richiede gestione del refrigerante in loco, il che semplifica l’installazione e riduce i requisiti di certificazione dell’installatore.

I livelli di rumorosità vanno da 48 a 60 dB(A) a seconda del modello e della modalità operativa, valori nella media del mercato per questa categoria.

Cosa significa per chi progetta interventi di efficientamento

Lo vedo ogni giorno nel mio lavoro: uno degli ostacoli principali all’installazione di pompe di calore negli edifici esistenti è la combinazione di tre fattori, spazio disponibile ridotto, impianto di distribuzione a radiatori ad alta temperatura, e difficoltà di installazione del refrigerante in contesti condominiali o con locali tecnici angusti.

L’Arotherm Pro cerca di rispondere a tutti e tre: ingombro contenuto, temperatura di mandata fino a 70°C, configurazione monoblocco senza refrigerante da gestire in loco.

Non è la soluzione per tutti gli edifici. Ma per una fascia importante del patrimonio residenziale italiano: ville unifamiliari, edifici anni ’70 e ’80 con impianti a radiatori, abitazioni in zona di ristrutturazione post-sisma dove si interviene sull’involucro ma si vuole mantenere la distribuzione esistente, è uno strumento che vale la pena valutare seriamente.

Come sempre: la tecnologia è disponibile. La differenza la fa il progettista termotecnico.

Ricostruiamo il futuro, pietra su pietra. 🧱


Redazione Edilizia-ai