Nei giorni scorsi ho ricevuto molte domande da colleghi e committenti sul Conto Termico 3.0. La risposta breve è: il portale è fermo, ma non è finita — anzi.

Il 3 marzo scorso il GSE aveva sospeso il PortalTermico a pochi giorni dall’apertura del nuovo meccanismo incentivante. Il motivo? Un’ondata di domande che nessuno si aspettava: oltre 2.200 richieste per un valore complessivo di circa 1,3 miliardi di euro in pochissimi giorni. Il GSE ha dovuto fermarsi per verificare la compatibilità delle istanze con il plafond annuale previsto dal D.M. 7 agosto 2025 — 900 milioni totali, di cui 500 per privati e imprese e 400 per la pubblica amministrazione.

Ora l’amministratore delegato del GSE ha indicato il 13 aprile 2026 come data verosimile di riapertura, almeno per l’accesso diretto riservato a privati e P.A.

Quarantuno giorni di stop. Per chi lavora su pratiche di efficientamento energetico, lo sa bene: non è un dettaglio.

Quello che mi colpisce di questa vicenda è la sua lettura più profonda: lo strumento ha funzionato. Il Conto Termico 3.0 è un incentivo diretto — non una detrazione spalmata su anni — e questo lo rende concreto e immediatamente spendibile. I Comuni sotto i 15.000 abitanti, poi, possono arrivare al 100% delle spese ammissibili per gli edifici pubblici: scuole, impianti sportivi, patrimonio comunale. È esattamente il tipo di leva che serve nei territori che conosco.

Questi 41 giorni di attesa non cambiano la strategicità dello strumento. Cambiano solo la data di partenza.

Il 13 aprile è vicino. Vale la pena arrivare pronti.

Ricostruiamo il futuro, pietra su pietra. 🧱