Nei giorni scorsi ho letto con attenzione l’Ordinanza n. 270 del 27 marzo 2026 del Commissario Straordinario per la ricostruzione. Una misura tecnica, apparentemente burocratica, che in realtà ha un impatto diretto e concreto su chi lavora nei cantieri del sisma 2016.
Di cosa si tratta
Con questa ordinanza, il Commissario Castelli introduce una deroga al Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) e sospende l’obbligo di applicazione dei nuovi Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia — i cosiddetti CAM — approvati con il D.M. 24 novembre 2025. La sospensione vale fino al 31 dicembre 2026 per tutti gli interventi di ricostruzione pubblica nel cratere sismico 2016.
La motivazione è esplicita e condivisibile: evitare un aggravamento procedimentale, una duplicazione delle attività istruttorie e il rallentamento delle progettazioni e delle procedure di affidamento. In pratica: i nuovi CAM, per quanto importanti dal punto di vista ambientale, rischiavano di bloccare o rallentare cantieri già avviati o in fase di progettazione avanzata, con effetti diretti sui costi e sui tempi.
Dal 2027: obbligatori solo per i nuovi interventi
Dal 1° gennaio 2027 i nuovi CAM torneranno obbligatori, ma con una precisazione fondamentale: si applicheranno esclusivamente agli interventi inseriti nella programmazione con ordinanze commissariali approvate successivamente a tale data. Gli interventi già programmati restano fuori dall’obbligo.
Rimane però aperta una finestra volontaria: i soggetti attuatori che volessero applicare subito i nuovi CAM anche per singoli interventi possono farlo, a due condizioni stringenti — comunicazione preventiva all’USR territorialmente competente e garanzia che l’applicazione non comporti incrementi degli importi stimati né ritardi nella progettazione o nell’esecuzione.
Perché questa deroga è una scelta giusta?
Lo dico con cognizione di causa, avendo seguito da vicino l’evoluzione dei cantieri nel cratere umbro e marchigiano. La ricostruzione pubblica si trova spesso a operare su edifici storici, in centri storici vincolati, con stratigrafie murarie complesse e normative che si sovrappongono — NTC 2018, Codice dei Beni Culturali, ordinanze commissariali, e ora i nuovi CAM. Ogni livello aggiuntivo di compliance, se introdotto senza gradualità, rischia di trasformarsi in un fattore di blocco anziché di qualità.
La sostenibilità ambientale è un obiettivo che condivido pienamente. Ma la sua applicazione deve essere compatibile con la velocità che questi territori attendono da quasi dieci anni.
Ricostruiamo il futuro, pietra su pietra. 🧱