Questa notizia l’ho letta con un’emozione diversa dalle altre.
Seguo la ricostruzione post-sisma 2016 da anni, professionalmente e con passione. Conosco i comuni del cratere, i borghi dell’Appennino umbro-marchigiano, le storie delle famiglie che aspettano. Ma quando la notizia riguarda Foligno, la città dove vivo con la mia famiglia, dove sta crescendo mia figlia, il distacco professionale lascia il posto a qualcosa di più personale.
Cosa è stato trasferito e per quale intervento
L’8 maggio 2026 la Struttura commissariale ha trasferito all’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Umbria 1.122.786 euro, il primo 20% dell’importo programmato, come previsto dall’Ordinanza commissariale 161 del 18 dicembre 2023, per avviare le attività di progettazione e le procedure propedeutiche all’affidamento dei lavori sulla scuola dell’infanzia e primaria “Monte Cervino, Monte Rosa e Monte Bianco” di Foligno.
L’intervento è ricompreso nell’Ordinanza Speciale 31 del 31 dicembre 2021, il programma straordinario di ricostruzione delle strutture scolastiche nei territori colpiti dal sisma 2016. Non si tratta di una ristrutturazione: il progetto prevede la demolizione e ricostruzione dell’edificio scolastico.
I numeri complessivi
L’investimento totale programmato è di 8.019.900 euro, così ripartiti: 5.613.930 euro a valere sulle risorse della contabilità speciale commissariale e 2.403.970 euro previsionali a carico del Conto Termico. Il Comune di Foligno è il soggetto attuatore dell’intervento.
Perché questa notizia mi tocca da vicino
Foligno non è un comune del cratere nel senso stretto del termine, non ha avuto i crolli di Amatrice o Norcia, ma è città classificata in zona sismica 1, con un patrimonio scolastico costruito in gran parte negli anni ’60 e ’70, quando le norme antisismiche non erano quelle di oggi. Il sisma 2016 ha rivelato vulnerabilità diffuse anche qui, e il programma straordinario sulle scuole è stato uno dei primi strumenti messi in campo per rispondere a quella consapevolezza.
Demolire e ricostruire una scuola non è la scelta più semplice. È la scelta più corretta quando la struttura esistente non può essere adeguata ai livelli sismici richiesti in modo tecnicamente ed economicamente sostenibile. Significa progettare ex novo, con i criteri delle NTC 2018, con un involucro energetico moderno, con spazi pensati per come si insegna oggi. Significa consegnare ai bambini di Foligno un edificio che vale davvero la pena abitare.
Come ingegnere strutturale lo capisco tecnicamente. Come madre e come residente lo sento in modo diverso.
Il Commissario Castelli ha detto che “la scuola è il luogo in cui si costruisce il futuro”. Il sindaco Zuccarini ha parlato di intervento “delicato e strategico per la nostra città”. Condivido entrambe le letture e aggiungo la mia: una scuola nuova, adeguata sismicamente, efficiente, nella città dove vivo è la forma più concreta di cura che una comunità possa riservare alle sue famiglie.
Ricostruiamo il futuro, pietra su pietra. 🧱
Redazione Edilizia-ai