Il commissario Guido Castelli ha aperto l’anno scolastico nel cratere con un numero preciso: 450 interventi, 1,4 miliardi di euro. Da tecnico che quei cantieri li vede da dentro, provo a dire cosa c’è realmente sotto quella cifra — e perché una scuola è la pratica più complicata che possa capitare su una scrivania.

All’avvio del nuovo anno scolastico, la Struttura commissariale per il sisma 2016 ha fatto il punto sull’edilizia scolastica del cratere, come riporta ANSA. Il quadro riguarda Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria: circa 450 interventi per risorse complessive pari a 1,4 miliardi di euro, destinati alla ricostruzione e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. Per chi lavora nel cratere non è una cifra astratta: è la sommatoria di centinaia di pratiche, ciascuna con un progettista, un ente locale e un collaudo da chiudere.

📊 Un’ordinanza, un accordo quadro, 227 edifici

Il passaggio che, da tecnico, mi interessa più della cifra tonda è quello a monte: l’Ordinanza speciale n. 31 del 2021, con cui è stato organizzato — attraverso lo strumento dell’accordo quadro — un programma da circa 900 milioni di euro su 227 edifici scolastici. È una scelta procedurale, non solo finanziaria: l’accordo quadro consente di mettere a sistema decine di interventi simili (stessa tipologia edilizia, stessi criteri di adeguamento sismico) invece di aprire 227 gare separate, ciascuna con i propri tempi morti di affidamento. Chi ha lavorato su una pratica scolastica sa quanto pesano quei tempi morti quando l’edificio è ancora inagibile e gli studenti sono in moduli provvisori.

Il commissario cita tra i risultati già visibili l’Istituto «Ugo Betti» di Camerino, il nuovo Itts «Eustachio Divini» di San Severino Marche e la scuola «Cagnucci» di Ascoli Piceno. Tre casi che, messi in fila, raccontano bene la varietà del problema: un istituto comprensivo, un tecnico superiore, una scuola di città capoluogo — tre categorie di rischio, tre platee di utenza, tre livelli di complessità progettuale diversi, tenuti insieme dallo stesso programma.

🏫 Perché una scuola non è un edificio come gli altri

Il piano riguarda i Comuni del cratere sismico ma si estende anche oltre i suoi confini, spiega Castelli, «perché la sicurezza degli studenti non può dipendere da una delimitazione amministrativa». Vista da uno studio tecnico, questa non è solo una frase istituzionale: le scuole sono edifici strategici ai fini di protezione civile, e la normativa sismica le tratta di conseguenza. Le NTC 2018 impongono a questi edifici i coefficienti di importanza più severi, e nella pratica questo significa che un intervento di adeguamento sismico su una scuola non si progetta come su un condominio: cambia il livello di sicurezza richiesto, cambia il collaudo, spesso cambia anche la sequenza dei lavori perché l’edificio deve tornare agibile per settembre, non «quando i lavori finiscono».

È qui che l’accordo quadro dell’Ordinanza 31 fa la differenza pratica: standardizzare le procedure di affidamento non abbassa il livello tecnico richiesto — anzi, lo mantiene costante su 227 edifici — ma toglie dal percorso critico i tempi amministrativi che, su un edificio scolastico, sono quelli che davvero rischiano di far slittare una riapertura di un anno scolastico intero.

🔧 Quello che vedo io, dalla scrivania di uno studio tecnico

Castelli lo dice con parole che, da tecnico, sottoscrivo: «Non stiamo semplicemente riparando ciò che il terremoto ha danneggiato. Stiamo costruendo una rete scolastica più sicura, moderna, accessibile ed efficiente». È la differenza fra ripristino e miglioramento sismico che nel cratere si applica quasi sempre, e che sulla carta costa di più e richiede più tempo di un semplice ripristino: ne vale la pena solo se, come in questo caso, l’obiettivo dichiarato non è tornare al 23 agosto 2016 ma superarlo. L’ho già scritto parlando dei numeri del decennale della ricostruzione: il 64 % dei cantieri chiusi finora è il 64 % più semplice. Le scuole, con la loro utenza vincolata, i tempi scolastici da rispettare e i requisiti di edificio strategico, appartengono quasi sempre alla parte più complessa — e il fatto che 227 di questi edifici siano già dentro un accordo quadro operativo è un buon indicatore di metodo, non solo di budget stanziato.

C’è poi un capitolo tecnico che chi segue i computi conosce bene: interventi programmati nel 2021 e finanziati con l’Ordinanza 31 stanno oggi attraversando lo stesso passaggio che ho descritto per il resto del cratere — dal Prezzario Sisma 2022 al Prezzario Unico Cratere 2026. Su un edificio scolastico, dove ogni settimana di ritardo si misura in giorni di lezione persi o in moduli provvisori prorogati, la trascodifica del computo non è un dettaglio amministrativo: ne ho scritto nel dettaglio nell’articolo su come portare i computi della ricostruzione sul PUC 2026.

Castelli chiude con una frase che, da chi il cratere lo vive con le pratiche in mano più che con i comunicati, condivido: «Investire nella scuola significa alimentare la restanza e la tornanza. Una scuola che riapre è il segno più forte di un territorio che non si arrende […] Ogni campanella che torna a suonare nei nostri territori è la voce di una comunità che sceglie il futuro». Da tecnico aggiungo solo che quella campanella suona il giorno esatto in cui una pratica — progetto, computo, collaudo — arriva in fondo, e non un giorno prima.

🤝 Collaboriamo: c’è ancora molto da ricostruire

Sono un ingegnere civile con studio a Foligno (PG) e lavoro sulla ricostruzione del Centro Italia: progettazione strutturale, direzione lavori e collaudo, miglioramento e adeguamento sismico secondo le NTC 2018, riqualificazione energetica, progettazione di impianti termici e fotovoltaici, computi metrici. Su questi temi collaboro stabilmente con altri studi tecnici — e su edifici strategici come le scuole, dove i tempi contano più che altrove, la collaborazione fra studi è spesso l’unico modo per rispettare una scadenza scolastica.

Se segui pratiche su edifici scolastici o strategici del cratere, hai un computo da riportare sul PUC 2026 o semplicemente più lavoro di quanto lo studio riesca a smaltire, possiamo lavorare insieme. Come referente di edilizia-ai.it porto anche un metodo per rendere la produzione delle pratiche più rapida e replicabile con strumenti di intelligenza artificiale applicati alla gestione documentale: la responsabilità tecnica e la firma restano di chi le deve mettere, il tempo risparmiato è quello sulle attività ripetitive.

📩 info@edilizia-ai.it — studio a Foligno (PG), collaborazioni su tutto il cratere del Centro Italia e sul territorio nazionale.
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