Il governo sta lavorando a una manovra che porterebbe l’ecobonus dal 50% al 65%. Da tecnico che ogni giorno firma pratiche di efficientamento energetico, la domanda che mi faccio non è solo quanto vale la detrazione, ma chi la userà davvero: senza una relazione tecnica solida dietro, un bonus più alto rischia di restare un numero sulla carta.

📊 Cosa prevede davvero la misura

Nella preparazione della legge di bilancio la maggioranza sta valutando di far salire la detrazione per gli interventi di efficientamento energetico dal 50% al 65%. La misura riguarda infissi, pompe di calore, condizionatori, sistemi ibridi, solare termico, schermature solari e cappotti termici. Lo spazio fiscale arriva da 14 miliardi di euro di flessibilità di bilancio concessa dall’Unione Europea sui percorsi legati alla transizione energetica.

La viceministra dell’Ambiente Vannia Gava la definisce così: «una scelta concreta: significa far risparmiare le famiglie sulle bollette e sostenere imprese e lavoro». È un obiettivo che condivido: l’efficientamento energetico, quando è fatto bene, riduce davvero la bolletta di una casa per tutta la sua vita utile, non solo per un anno fiscale.

💶 Una manovra più larga, non solo energia

L’ecobonus è solo un tassello. Il governo guarda soprattutto a ceto medio e giovani: una flat tax al 5% sugli aumenti salariali per i più giovani, un possibile bonus una tantum da 100 euro contro il caro benzina dopo la scadenza dello sconto accise il 17 settembre, la soglia della flat tax per le partite IVA che potrebbe salire da 85.000 a 100.000 euro, il secondo scaglione IRPEF al 33% esteso fino a 60.000 euro di reddito.

Sul fronte dei bonus in generale, il vicepremier Matteo Salvini pone un tema che tocca da vicino chi lavora nei cantieri: «nella legge di bilancio occorre mettere un tetto ai collezionisti di bonus», perché ha contato circa 50 misure pubbliche tra Comuni, Province, Regioni e INPS che «finiscono sempre nelle solite tasche», mentre «l’intero ceto medio, le famiglie e i pensionati sono esclusi dalla stragrande maggioranza dei contributi pubblici». Sullo sfondo resta il vincolo che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti richiama sempre: «tenere sotto controllo il debito e avere la fiducia di mercati e risparmiatori», con oltre 3.200 miliardi di debito pubblico e 385 miliardi da rifinanziare nel 2026. Giorgetti la chiama già «l’ultima legge finanziaria della legislatura».

🔧 Quello che vedo io, dalla scrivania di uno studio tecnico

Un ecobonus che sale dal 50% al 65% è una buona notizia per chi deve riqualificare casa, ma da tecnico ho imparato a leggerla insieme a un’altra domanda: chi verifica che l’intervento sia congruo, che i costi rispettino i massimali, che l’APE dopo lavori racconti un miglioramento reale e non solo dichiarato? Il capitolo del Superbonus, che nel cratere del sisma 2016 ha rischiato di lasciare fermi circa 5.000 cantieri prima che lo Stato mettesse 1,3 miliardi per chiuderli in sicurezza, ha già mostrato cosa succede quando un incentivo alto viaggia più veloce dei controlli tecnici: interventi avviati senza un progetto solido, computi gonfiati, pratiche che poi non reggono all’istruttoria.

Un bonus al 65% attirerà più domanda, e la domanda in più andrà quasi tutta verso chi può offrire una relazione tecnica seria in tempi rapidi: diagnosi energetica dell’edificio esistente, scelta degli interventi (trainante e trainato, se restano abbinati) coerente con la struttura e con l’impiantistica già presente, computo metrico verificabile voce per voce, asseverazione che si può difendere in un controllo. Non è burocrazia in più: è quello che separa un incentivo che funziona da un incentivo che si sgonfia al primo controllo a campione dell’Agenzia delle Entrate.

🤝 Collaboriamo: c’è lavoro serio da fare

Sono un ingegnere civile con studio a Foligno (PG) e mi occupo di progettazione energetica, progettazione di impianti termici e fotovoltaici, miglioramento e adeguamento sismico secondo le NTC 2018, computi metrici e ricostruzione post sisma del Centro Italia. Su questi temi collaboro stabilmente con altri studi tecnici, ed è quello che propongo anche a te: se l’ecobonus al 65% diventa legge, le famiglie e le imprese che vorranno usarlo cercheranno tecnici capaci di preparare una pratica solida, non solo di firmarla in fretta.

Se stai già seguendo interventi di efficientamento energetico, hai un cliente che aspetta la manovra definitiva per partire, o semplicemente più lavoro di quanto lo studio riesca a smaltire, possiamo lavorare insieme. Come referente di edilizia-ai.it porto anche un metodo che usa l’intelligenza artificiale per velocizzare la parte ripetitiva di queste pratiche (ricerca normativa, prime bozze di relazione, organizzazione dei dati): la responsabilità tecnica e la firma restano sempre di chi le deve mettere.

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