Oggi, in questa Domenica di Settembre, ho scelto di visitare i borghi di Visso e Ussita, gioielli nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, colpiti duramente dalla sequenza sismica del 2016.

Visso è un borgo medievale di straordinaria bellezza: la piazza principale con la Collegiata di Santa Maria, i vicoli in pietra, le case con i portali rinascimentali. Dopo il sisma, quasi tutta la popolazione è stata evacuata. Oggi il borgo è ancora in larga parte transennato, ma si vedono i segni di una ricostruzione che faticosamente avanza.

Ussita, più in quota, racconta una storia simile ma con caratteristiche diverse: un comune prevalentemente montano, con frazioni sparse sul territorio, dove la ricostruzione è ancora più complessa per la morfologia del terreno e per la minore densità abitativa.

Lo stato della ricostruzione

A otto anni dal sisma, la situazione nei due comuni è in movimento ma ancora lontana dalla normalità. I Moduli Abitativi Provvisori (MAP) ospitano ancora molte famiglie. Le pratiche di ricostruzione privata sono in corso ma i tempi si allungano per la complessità burocratica e tecnica degli interventi su edifici storici.

Come tecnica specializzata in questi interventi, vedo quotidianamente le sfide che ingegneri e architetti affrontano nel coniugare le esigenze di sicurezza strutturale con la tutela del patrimonio storico-architettonico. Non è un percorso semplice, ma è l’unico che permette di restituire autenticità ai luoghi.

Perché visitare questi borghi

Visso e Ussita meritano di essere visitati. Non solo per solidarietà verso le comunità colpite, ma perché sono luoghi di bellezza autentica che vale la pena conoscere e supportare. Ogni visitatore è un segnale di vita, un contributo economico piccolo ma concreto alla rinascita di questi territori.

Ing. Lucia Serrapica