Nei giorni scorsi ho letto il 9° Report OICE sulla digitalizzazione del settore delle costruzioni. Dati alla mano, l’accelerazione è reale e chi lavora su gare pubbliche non può più permettersi di ignorarla.
I numeri del 2025
Nel 2025 le gare pubbliche che richiedono il BIM per servizi di architettura e ingegneria sono arrivate a 638, con un aumento dell’80,7% rispetto al 2024. In valore, il salto è ancora più netto: da 596 milioni di euro a quasi 1,5 miliardi, un +151,1% in dodici mesi. I bandi BIM pesano ora il 27% del totale delle gare per servizi di architettura e ingegneria e il 56,5% del loro valore complessivo.
Il dato è ancora più significativo se letto in controluce: nello stesso periodo i bandi complessivi per servizi di architettura e ingegneria sono calati del 12% in numero, ma aumentati del 56,8% in valore. Il mercato pubblico si sta concentrando su procedure meno numerose e più pesanti — e su quelle il BIM è ormai strutturale.
Oltre il 91% delle gare BIM supera la soglia comunitaria dei 221.000 euro. La progettazione resta l’attività prevalente con 459 bandi, pari al 72% del totale.
Il BIM entra nella valutazione dell’offerta
Un dato che mi colpisce particolarmente: nel 67,1% delle gare BIM il riferimento alla progettazione digitale entra nella valutazione tecnica dell’offerta. Nel 39,5% delle procedure vengono richieste figure certificate come BIM Manager e BIM Coordinator. La certificazione UNI 11337 è richiesta nell’11,8% dei bandi.
Non è più solo un requisito formale da spuntare in una lista. Il BIM sta diventando un fattore competitivo reale nelle gare. Chi non ce l’ha perde punti — e in alcuni casi viene escluso.
L’IA entra nel rapporto e non come accessorio
La novità dell’edizione 2026 del Report OICE è l’apertura esplicita al tema dell’intelligenza artificiale nei processi di appalto. Il documento affronta le linee guida AgID sul procurement IA, l’architettura agentica, i livelli di autonomia dei sistemi da L0 a L5 e la metrica LCOAI per valutare il costo dell’IA lungo il suo ciclo di vita.
Il messaggio di fondo è chiaro: l’IA può supportare la lettura dei documenti di gara, l’istruttoria e la valutazione delle offerte, ma richiede qualità dei dati, trasparenza delle logiche di funzionamento e supervisione umana. L’articolo 30 del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) è esplicito su questo: il controllo umano delle decisioni automatizzate non è facoltativo.
Per OICE il punto centrale è il passaggio da una visione limitata del BIM a un approccio di information management in cui dati, documenti e processi diventano patrimonio condiviso, interoperabile e riusabile. È su questa base strutturata che l’IA può davvero produrre efficienza misurabile.
Cosa significa per chi lavora su gare pubbliche
Lo dico con pragmatismo, da chi segue cantieri di ricostruzione post-sisma e affianca studi tecnici nel digitale: il BIM nei lavori pubblici non è più una frontiera. È una condizione di accesso al mercato. E l’IA non è fantascienza è già dentro i processi delle stazioni appaltanti più strutturate, come Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa e ANAS, che da sole concentrano circa il 40% del valore totale delle gare BIM.
Chi non si adegua non perde solo qualche gara. Perde progressivamente posizione su un mercato che si sta riscrivendo sotto i nostri piedi.
Vuoi partecipare a più gare e farlo meglio?
Se stai lavorando su appalti pubblici o vuoi iniziare a farlo e senti che la parte documentale, normativa e di gestione informativa ti porta via troppo tempo rispetto alla progettazione vera, possiamo parlarne.
Il mio studio affianca ingegneri, architetti e imprese di costruzione su due fronti: la progettazione strutturale per le opere che lo richiedono, e l’introduzione di strumenti AI nei processi tecnici e documentali per ridurre il tempo non fatturabile e aumentare la capacità di risposta alle gare.
Non serve stravolgere il tuo modo di lavorare. Serve capire dove perdi tempo e applicare lo strumento giusto. Un’ora di confronto può chiarire molto.
Ricostruiamo il futuro, pietra su pietra. 🧱
Redazione Edilizia-ai