La legge 116/2026 mette in campo fino a dieci miliardi, ma tutto passa dai decreti attuativi: conviene farsi trovare con le pratiche già pronte.
Il Piano Casa è legge dal 4 luglio 2026: il decreto legge 7 maggio 2026, n. 66 è stato convertito dalla legge 2 luglio 2026, n. 116, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 luglio. Gli obiettivi dichiarati sono due, circa 100.000 alloggi accessibili in dieci anni e il recupero di 60.000 case popolari oggi non assegnabili entro dodici mesi, con risorse pubbliche che possono arrivare fino a dieci miliardi. Da ingegnere lo dico con franchezza: la partita politica è chiusa, adesso comincia quella tecnica, e si vince o si perde sui decreti attuativi e sulla qualità dei progetti che arriveranno davvero sui tavoli delle stazioni appaltanti.
Il provvedimento si regge su tre assi. Il primo è il recupero del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, guidato da un commissario straordinario, con manutenzioni straordinarie e adeguamenti impiantistici stimati in media tra 15.000 e 20.000 euro ad alloggio, quindi lavori diffusi, ripetitivi, da industrializzare più che da reinventare ogni volta. Il secondo concentra in un fondo unico gestito da Invimit SGR, con comparti regionali, le risorse nazionali ed europee oggi disperse tra housing sociale ed emergenza abitativa. Il terzo apre ai capitali privati: i programmi integrati partono da una soglia di investimento di un miliardo, almeno il 70% della componente residenziale deve essere edilizia convenzionata e il prezzo o il canone deve restare almeno il 33% sotto i valori di mercato della zona, con vincolo trentennale trascritto nei registri immobiliari. Sul fronte procedure arrivano titolo abilitativo unico e conferenza di servizi a tempi ridotti. La prima scadenza vera è il 3 settembre 2026, quando è atteso il decreto che disciplina le dismissioni degli alloggi ERP.
Qui il digitale fa la differenza, e non per moda. Sessantamila alloggi da recuperare significano migliaia di sopralluoghi, schede di fabbricato, computi e relazioni quasi identici tra loro: è esattamente il lavoro che conviene standardizzare con un modello BIM di riferimento e computi parametrici, poi far girare con agenti AI che compilano le schede, aggiornano le quantità e preparano le pratiche partendo dai dati del rilievo. Per chi lavora sul fronte privato serve altro: leggere in fretta bandi e avvisi regionali, verificare la soglia del 70% convenzionato sulla sola quota residenziale, simulare il canone calmierato al 33% sotto mercato, tenere il conto dei termini. Un agente che sorveglia Gazzetta e bollettini regionali e segnala solo ciò che tocca i tuoi cantieri vale più di qualunque rassegna letta a metà.
Sul recupero del patrimonio esistente ne ho scritto anche qui: l’Europa cerca chi sa ristrutturare bene. E i prompt già pronti da usare in studio li trovi in tre prompt AI pronti per lo studio tecnico.
💡 Cosa fare adesso, senza aspettare i decreti
- Se lavori con Comuni o aziende casa, chiedi subito l’elenco degli alloggi non assegnabili e prepara una scheda di intervento tipo, riutilizzabile su decine di unità.
- Segna il 3 settembre 2026: è il termine per il decreto sulle dismissioni degli alloggi ERP e condiziona ogni operazione sul patrimonio pubblico.
- Per i programmi integrati, metti nero su bianco il calcolo del 70% di edilizia convenzionata sulla sola componente residenziale e la riduzione del 33% rispetto ai valori di mercato di zona.
- Ricorda il vincolo trentennale su prezzi e canoni: va trascritto e pesa sul piano economico finanziario, quindi va inserito nelle valutazioni fin dall’inizio.
- Costruisci ora i tuoi template di rilievo, computo e relazione: quando i bandi escono, il tempo si guadagna solo se il metodo è già pronto.
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Se sei un Comune, un’azienda casa, un’impresa, un investitore o un professionista tecnico che vuole affrontare il recupero del patrimonio residenziale con il metodo giusto e nei tempi giusti, possiamo collaborare fin da ora.
Come ingegnere offro:
- Progettazione strutturale ed energetica per interventi di recupero e riqualificazione
- Verifiche di sicurezza sismica secondo NTC 2018
- Relazioni ex Legge 10 conformi al nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025
- Computi, quadri economici e documentazione tecnica per i programmi di edilizia residenziale pubblica e convenzionata
Come referente di edilizia-ai.it, ti aiuto a rendere i processi più rapidi e replicabili con strumenti AI applicati alla gestione documentale e alla produzione delle pratiche, perché quando le risorse sono a tempo la velocità di esecuzione fa la differenza.
Sono disponibile da subito per nuove collaborazioni. Non aspettare che i fondi si esauriscano: muoviamoci ora, così da arrivare pronti con le pratiche già istruite nel momento in cui le misure diventano operative.
📩 Scrivimi: sono a Foligno (PG) e lavoro su tutto il territorio nazionale.
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